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La zona del Barolo
Siamo nel cuore della Langa del
Barolo, che comprende 11 comuni, con altitudine fra i 200
e i 550 metri s.l.m. Questa zona collinare di gran pregio
ha peculiarità che la rendono particolarmente vocata
alla viticoltura. I terreni morenici e il clima secco contribuiscono
infatti alla concentrazione di zuccheri negli acini dell’uva,
consentendo una produzione vinicola di straordinaria qualità.
Domina incontrastato il nobile vitigno nebbiolo, presente
nelle sottovarietà lampia, michet e rosé,
da cui si ottengono i celeberrimi Barolo e Barbaresco. Il
terreno coltivato a nebbiolo nella zona di Serralunga d’Alba,
Monforte d’Alba e Castiglione Falletto è noto
come “elveziano” e si distingue dal “tortoniano”
(principalmente a La Morra) per la sua composizione, che determina
nel vino corpo e robustezza, tannicità e notevole longevità.
Anticamente questa zona faceva parte di una grande pianura
ricoperta dal mare, alimentato da fiumi provenienti dalla
catena montuosa delle Alpi. Nel corso dei millenni, a causa
di fenomeni alluvionali marini, si accumularono progressivamente
materiali di diversa origine, che si stratificarono e successivamente,
per l'azione erosiva dei fiumi, determinarono la formazione
delle dolci colline che oggi possiamo ammirare, accumuli scuri
di origine argillosa (terre rosse) e di colore bianco-giallastro
o bluastro di origine marnosa (tufo). Proprio dove si concentrano
questi ultimi si hanno le zone dove la vite di nebbiolo soffre
problemi idrici e nutrizionali, a causa dell'elevata presenza
di calcare e la compattezza del terreno, ma produce le uve
migliori, destinate a diventare vino Barolo.
In una regione che Napoleone
definì “il più bel paese del mondo”,
il vino è passione e cultura, oltre che testimonianza
di un’importante tradizione da conservare e tramandare.
Degustarlo significa intraprendere un viaggio nelle Langhe
per riceverne un’impronta indelebile attraverso i preziosi
profumi e sapori di queste terre.
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